Entusiasmiamoci. Ma non troppo.


Fondamentalmente è passato troppo poco dalla conclusione della scorsa stagione, è inusuale avere uno stop così breve e un tempo talmente risicato per formattare e ripartire con un nuovo spirito, con nuove facce e con quel termine che risuona in maniera costante e ripetitiva: entusiasmo.


Il leitmotiv è questo, l’abbiamo compreso ed abbiamo avuto persino modo di verificarlo in queste prime uscite mediatiche, nel nuovo modo di interpretare la gestione social del club, negli occhi e nelle parole degli ultimi innesti. Oggi, last but not least, il debutto in campo, dove tutte le frasi pronunciate vanno a svanire, dove quel che conta – lo sappiamo bene – è solo vincere.

E la Juve ha vinto, entusiasmando. Alt!

Il cinque a zero riecheggia forte, è un’iniezione di fiducia, è la maniera migliore di iniziare, ma non sarà sempre così, non affronteremoperennemente il Novara. Anzi, non l’affronteremo più. Chiacchierare riguardo la partita sarebbe fin troppo semplice, scontato e banale; ciò che stamane rappresentava un tassello di primaria importanza era il morale e la voglia di fare, di apprendere, di ripartire col piede giusto. Avversario permettendo,qualcosinadi interessante è venuto fuori:la ritrovata verve diRabiot, il quale è stato capace di svariare sul fronte destro in situazione di non possesso, salvo poi prendere le redini della manovra scambiandosi di posto conl’americanoMcKennie, che ricopriva essenzialmente il ruolo di frangiflutti (senza però disdegnare la costruzione) in fase difensiva, ma che andava a cercare ripetutamente (ed intelligentemente) l’inserimento quando la squadra si avvicinava all’area avversaria. E il terzo della linea mediana? Quell’AaronRamseyche quasi c’eravamo scordatil’anno scorso, quello che eranell’Arsenale nel Galles: partenza da mezzala sinistra con discreta libertà di movimento, visione di gioco superba e la naturale propensione (che tanto ci è mancata) agli inserimenti.


Per tutto il girone di ritorno abbiamo avuto la possibilità di osservare con maggiore attenzione quel ragazzino biondo col 44 sulle spalle. E ci era piaciuto. E forse dopo quel primo tempo e quegli scambi con Cristiano(che di anni ne ha 35, ma ha la fame agonistica di un fresco ventenne in rampa di lancio), ci piace ancor di più. Ogni altra riga sarebbe superflua.

La novità sta dietro, nel reparto che ormai da anni veniva schierato a quattro. Innovazione o ritorno alle origini?Non saprei come definirlo, fatto sta che quello che sovente viene definito il Maestro ha optato per la soluzione a tre, con un terzino (Danilo) trasformato in “braccetto destro” accanto al consolidato duo Bonucci-Chiellini.

Poi la prevedibile girandola delle sostituzioni ed una partita che diventa “meno seria” rispetto alla prima frazione. Arthur e Bentancur appaiono a proprio agio, riescono a coesistere efficacemente e si candidano a tutti gli effetti per una maglia da titolare, Douglas Costa sforna assist e giocate eccellenti, MarkolinoPjaca la rimette nel sacco in maglia bianconera (oggi arancio shock) e Demiral riprende da dove aveva lasciato, con la solidità che lo contraddistingue. Infine i canterani Nicolussi-Caviglia e Portanova (autore di una doppietta): due dal futuro già scritto, che, con impegno e costanza propria dei professionisti, potranno dare soddisfazioni a loro stessi in primis, ma anche a noi.

D’accordo, mi son lasciato prendere dall’entusiasmo. Me ne rendo conto. Testa bassa e pedalare, la stagione inizia e sarà dura… anche più di quella passata.


By 44gattdernesto

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